Amministrazione
Bolle e fatture nel gestionale, senza ricopiarle.
La bolla arriva come capita: per email, in foto su WhatsApp, su carta o da un altro programma. Il programma ne legge i dati e prepara la registrazione nel gestionale; quello che non si legge bene lo controlla una persona.
Video senza audio. Un'email con la foto di una bolla: il programma capisce che è una bolla di consegna, legge le righe, le confronta con l'ordine e chiede conferma. Dopo il "Fatto" il magazzino è aggiornato e resta pronta una email al fornitore per la differenza.
Oggi
- Bolle e documenti dei fornitori arrivano in tutti i modi: allegati alle email, in foto su WhatsApp, su carta, esportati da altri programmi.
- Qualcuno le apre una per una e ricopia nel gestionale il fornitore, il numero, la data e ogni riga.
- Un codice o una quantità sbagliati saltano fuori settimane dopo, quando i conti non tornano.
Con il programma
- Il programma legge il documento appena arriva, da qualunque canale, e compila la registrazione nel gestionale.
- Accanto a ogni dato c'è il punto del documento da cui l'ha preso: si controlla con un'occhiata.
- Se il documento è già registrato, o una cifra non si legge bene, ve lo segnala prima di salvare.
Cosa resta a voi
Confermare la registrazione e decidere i casi dubbi: un articolo che non avete in anagrafica, una cifra poco leggibile.
Per partire ci servono
- Una ventina di bolle e fatture vere, così come vi arrivano oggi.
- La maschera del gestionale in cui le registrate oggi.
- Una persona dell'amministrazione che ci mostri come le registra, casi dubbi compresi.
Quando non conviene
Se le bolle sono poche al mese, ricopiarle a mano resta più semplice.